
Il complesso monumentale
La storia del complesso di Sant’Agostino – e dunque quella del suo chiostro – inizia nel XV secolo con l’arrivo, a Cosenza, dei padri agostiniani eremitani. È nel cosiddetto Borgo dei Pignatari – l’attuale quartiere della Massa – che i religiosi fondano il loro convento, destinato, nel tempo, ad essere segnato da varie e numerose vicissitudini.
Un incendio lo distrugge nel 1640 e viene ricostruito nel 1757, ma pochi decenni dopo, nel 1810, durante l’occupazione francese il convento viene soppresso e trasformato in caserma. Sotto il governo borbonico diventa carcere, per poi ospitare la Caserma dei Reali Carabinieri e, dal 1930, la sede della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Dopo la Seconda guerra mondiale il complesso assume una funzione ancora diversa, accogliendo per molti anni numerose famiglie sfollate che vi trovano rifugio, fino al 1972. Segue, infine, un lungo periodo di abbandono, interrotto dagli interventi di restauro avviati a partire dal 1975, che ne restituiscono progressivamente il valore storico e architettonico. Dal 2009 il complesso ospita il Museo dei Brettii e degli Enotri.
Orari e Contatti
Martedì-Venerdì: 9:00-13:00 e 15:30-19:30
Sabato-Domenica: 10:00-13:00 e 15:30-19:30
Lunedì chiuso
Vico Sant’Agostino 3, Cosenza
Telefono: 0984 23303




Per approfondire
- l complesso di Sant’Agostino nella Carta Angelica (ca. 1590). Il dettaglio appartiene ad una delle più antiche note vedute di Cosenza, realizzata per il progetto di un Atlante delle città d’Italia promosso dal frate agostiniano Angelo Rocca. Il disegno è oggi conservato presso la Biblioteca Angelica di Roma. ↩︎
